Page images
PDF
EPUB
[graphic]

cia si sarebbe assai divertito agl’incredibili casi che i cacciatori con tumultuante eloquenza narravano. Eh, se a quello in quel dì la non diceva cattivo avrebbe egli solo ammazzato tre daini; poichè ad uno portò via l'o. recchio diritto, all' altro aveva mirato proprio al cuore ma nel momento che scoccava, l'animale incespicando s'abbassò e la freccia del brav' uomo sfiorogli il pelo del dorso testimone il pelo stesso che mostrava ai com. pagni; il terzo daino doveva averlo passato fuor fuori, ma disgrazia ! non potette aver nemmen questo, percioc. chè nell'atto che gli traeva a dieci passi, quella versiera della Licisca balzò velocissima al collo della fiera, ed ivi il verrettone la inchiodò, talchè il daino si fuggi colla cagna penzigliante alla spalla. Gli altri narravano altri casi.

Corso recise d'un tratto i racconti, e disse: andiam. cene a mangiare e riposarci, non è già poca la preda che facemmo; manca nessuno degli uomini? — Nessuno, messere .. ah, manca Lippo, avvertì uno, ma sarà prossimo e ci raggiugnerà tosto. — Ovvero già il ghiotto sarà precorso ad assaggiare gl'intingoli di Farinata, ag. giunse il tristo padrone. Caricarono sui giumenti il selvaggiume, e furono a lor cammino verso il casolare che indi era distante tre buone miglia. Se non che per- . venuti là presso, con una sua maniera da distratto mes. ser Corso si voltò dimandando: è egli comparso il ma. lanno di Lippo ? Non peranche; gli fu risposto. Al. lora simulato di sdegnarsi della mancanza di lui, comandò che rallentassero il passo e cammin facendo speculassero tutti qua e là, caso mai fosse ancora per la foresta, vo. ciassero, fischiassero; egli intanto s'avvierebbe a ripo. sarsi. Spronò il cavallo ed in breve fu all'albergo.

Farinata infocato in volto dal vino e dal fuoco era sull' uscio in aspetto: prese il cavallo del padrone e lo condusse sotto una tettoia addossata alle spalle della capanna. Ma Corso entrò in cucina e lestissimo tagliata una fetta di pane la intinse nel guazzetto dell'arnione: nel tempo medesimo trattasi di tasca una cartuccia di veleno potentissimo lo versò nel vaso dove avea intinto la fetta, e tutto ben bene trameschiò. Quando Farinata fu di ritorno nella stanza Corso si mise a squadrarlo con piglio ferocissimo e nel tempo medesimo assaggiava la fetta.

Che m' ha' tu fatto, boia, di questa carne che era una delizia ? Sciuparmela così ? ah cane ...

Ma, padron mio, soggiungeva l'altro senza tanto scomporsi anzi ridendo il solito riso da jaguar; ma non parmi poi di averlavi cucinata male: sentite che odore di spezieria ?

Piglia un orliccio e assaggiane l'intigolo, sfac. ciato; dimmi poi se l'è roba da' miei labbri.

L'infelice prese con vivo piacere una gran bietta di pane, la intinse bere e se la trionfò pur dicendo che a lui sembrava un lacchezzo, una cucina da signori. Al. lora Corso datogli del briaco pel capo finse di montare

[ocr errors]

in alto sdegno, e preso il tegame lò scagliò dalla fine. stra giù per una fratta dov'era densissimo il forteto.

Così due grandi viluppi di prumi copersero dinanzi agli occhi degli uomini due misfatti di Corso Donati; ma Dio vegliava. Il povero Farinata visse tre giorni in spasimi acutissimi. Di lui fu detto che il troppo bere di quel giorno di cucina, cumulato con tutti i barili del vino bevuto per l'innanzi, gli aveva finito d'arrostire le viscere e però era morto : di Lippo si novellò che ra. pita una guardiana di capre, e presa sul podere una forte somma se n'era ito con Dio a far fortuna per il mondo.

Ora gettiamo lo sguardo sopra Simone Donati, e su lui davvero si parve manifesta la giustizia di Dio.

La canizie dell'uomo dabbene è degna di riverenza e d'amore : quell'occhio sereno e lene, quella fronte su cui per i lunghi anni menando il tempo l' ala distrug. gitrice ha impresso le sue stimmate, ti fanno anche mal tuo grado chinare le ciglia a venerazione; e spontaneo ti sorge il pensiero che non fu opera tutta del tempo quello avvizzire d'organi, quello affievolire generale del corpo, di che tu senti una dolce pietà ; ma lavoro al. tresì dello spirito bennato che dentro fiammeggiando v' alberga, e per atto perenne di virtù andò essiccando, sottilizzando e quasi diremmo fece spirituale la materia:

scompaginamento che preconizza il volo che sta per isciogliere l' angelica farfalla. Aggiungi i detti gravidi di sapienza non bugiarda, espressione e succo di prova e di quotidiano costume di lodevoli opere, e sentirai un vivo impulso se i vizii non ti paralizzarono il cuore o se all' intelletto non ti salì la vertigine di malefici volumi

sarai sforzato, dico, a lodare e fare onoranza ad un vecchio siffatto. Ma il vecchio malvagio! Dio ti liberi dalla vista di costui : in lui tutto è orribile a ve. dersi, e t' ispira tale un ribrezzo che se molta virtù cri. stiana non accogli nel petto, a gran pena lo vincerai.

Tutto era deforme a vedere nel vecchio Simone: nella sua faccia la iniquità dai primi giorni della ragione aveva ogni di inciso un qualche delitto, per lo che al riguardante essa appariva come inscritta di cifre infinite, più grandi e deformi le ultime, e via via di. gradanti alle prime. Egli era venuto già a molto emaciamento quando Piccarda fuggì via dalla casa paterna; allorchè poi ogni speranza per lui fu spenta in modo irrevocabile, cadde in quel languore di membra che, unito a quindici lustri, poco dalla inorte si differenzia. Dopo un mese da che passò a miglior vita la donzella egli non usciva più di camera, non gustava che pochis. simo cibo, il cibo degl' infermi. Posava seduto in un seggio a bracciuoli tutto intorno imbottito; ma siccome la pelle gli s' informava dall'ossa così queste gli dolo. ravano fieramente, non v'era morbidezza di cuscino che non sembrassegli stecchi, nè per dar volta il suo dolore schermaya. I capelli, là dove tuttavia ne rimanevano, rabbuffati e suffusi di sudore glutinoso e graveolente; le sopracciglia ora fatte dipelate e coperte di pelle rossastra ; le palpebre invece di scendere in curva oriz. zontale a delineare la pupilla, si erano raggroppate al. l'angolo esterno dell'occhio e formavano una escre. scenza continuata colla pelle de' sopraccigli un'onda s' accavalla ad un'altra : le ciglia flaccide ave. vano gli orli rovesci, specialmente gl' inferiori, e tinti d' un giallo che traeva all'aranciato : braccia e mani tremole per la molta paralisi ; l'antica piaga del ginoc. chio rampollante putredine : la bocca era di continuo in tale atteggiamento d'angoscia, che per trovarne si. militudine è d'uopo la immaginativa ricorra all'inferno e la ponga a paragone della bocca d' un dannato ; l'aspetto intero di lui era infatti, come dicemmo altrove, l'aspetto d'un reprobo: ma l'uomo non deve giudicare; le ali del perdono di Dio sono d'infinita esten. sione, potrebbero averlo raggiunto : potrebbe Dio averlo

come

percosso di qua ad insegnamento degli umani, e di là risanatolo.

Sinibaldo lo sorregge amoroso alle spalle, le quali ove fossero rilasciate a se stesse trovando un mal fermo equilibrio nel tronco traboccherebbero innanzi : Nella, l' amorosissima nuora, gli asciuga con un pannolino la fronte e gli va rincalzando i guancialetti de' bracciuoli, dov'egli appoggia i gomiti e le mani : Forese siede in disparte e legge avidamente un libro: un donzello scalda al focolare due pellicce di martora per farne miserabile fomento alle tibie agghiacciate dell'infermo; un altro servo sta ritto dietro alla sedia : ma dietro alla sedia medesima, proprio alle spalle del vecchio, e sì vicino che gli alita sulla cervice, sta un altro personaggio in. visibile la Morte. L'occhio di lui fissa le sue mani cadaveriche ed in specie i nodelli del carpo prominenti, e il polso languidissimo, visibile però a cagione della estrema magrezza : si guarda le vene color di piombo, che serpeggianli sulle ossa come tante sanguisughe bra. mose di succhiarne le ultime gocce di sangue - e tut. tociò dimostra chiaramente all'infelice che quelli sono per lui gli ultimi giorni di vita. Lo assale tratto tratto un ribrezzo, come se il corpo suo toccasse già l'arca di marmo ove giacciono le ossa de' suoi maggiori : poi un'idea truculentissima, più straziante del ribrezzo se. polcrale il redde rationem.

La coscienza dell'empio a termine di morte è il tormento più atroce che si possa patire quaggiù : egli muore veramente nella tempesta dell'anima (1). Il cuore di Simone era duro come l'incudine del fabbro, ma una vipera di finissimo dente lo avvinghiava e scerpavalo in molto miseranda maniera. Le viscere si sentiva amari. cate come se avesse sorbito il fiele dei draghi : il vecchio vedeva con gli occhi proprj la sua interfezione,

(1) < Morietur in tempestate anima eorum » Job., 36, 14.

« PreviousContinue »