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per togliere agli occhi della fanciulla la molestia della luce che non poteva sopportare. In quella vece due can. dele ardevano sopra un tavoliere, dinanzi alle quali ave. vano collocato un drappo verde per ismorzarne la vivezza. Erano in camera Aspasia, Nèlla, Simoncino figliuolo di Corso ed alcune fantesche: tutti stavansi muti, sembrava quella essere la camera nella quale entri il prete a re. citare il salmo sul cadavere del cristiano al momento che vien recato alla chiesa.

Il sacerdote s' avvicinò a Piccarda facendole caris. sime salutazioni e ingegnandosi di recare alleggiamento al suo male con ogni maniera di buoni ufficii e conforti, siccome a lui somma carità e pietà singolare dettavano. Piccarda poi ricambiava le cortesie del sere con parole non meno servigiali e graziose; ma il dialogo in breve fu interrotto dall'improvviso scintillare d' una candela. Messer Forese che allora allora aveva scritto l'ultimo verso del suo epitalamio, entrato colà astratto e pieno la testa delle poetiche immagini, poichè vide costoro quasi al buio prese come per istinto uno de' due cande. lieri, e allargate le cortine lo alzò in viso a Piccarda. Rossellino anch'egli come per istinto si era prestamente inoltrato e posto alle spalle di Forese e del prete. L'al. zare della candela e il prorompere di quei tre in uno altissimo urlo fu un punto! Nuovamente si fece silen. zio e fu sì profondo che ben potevasi udire la lena af. fannata della inferma la quale batteva una febbre ognor più gagliarda. In mezzo a questo silenzio Rossellino si volse a Simone e favellò:

Voi mi avete ingannato; costei non è la vostra figliuola!

E si accingeva a partire: quando una voce soavemente dogliosa lo rattenne sul limitare ; essa diceva :

Io son Piccarda ... non vi maravigliate, ma credete : la piaga onde m'ha percosso il Signore è una delle sue infinite misericordie .... Ascoltate però, e vi

unirete allora con meco a ringraziarlo di cotanto squisita bontà, colla quale me ha voluto salvare, e voi sanare dalla piaga del vostro peccato. Io m'era giurata sposa dell'Agnello immacolato fin da quando indossai le bende del corrotto materno, e per serbare più intemerata la fede all'ineffabile Sposo, lui inspirante, volea chiudermi nel chiostro delle vergini di santa Chiara. Voi, padre caro, sempre vi opponeste fermamente alla mia diman. da : lo Sposo dal cielo comandommi allora di fuggire questo tetto e ricovrarmi fra le suore di Monticelli. Il feci: voi mi ritoglieste di là, e saldi duraste a propormi il profano maritaggio. Che pensare allora? Mi rivolsi novellamente a Dio, e con profusissime lagrime gli chiesi mi fosse cortese di tanto che la mente mia volesse illustrare del lume di sua chiarità, acciò io conoscessi che cosa doveami fare. Ed egli quivi m'inspirò una nuova preghiera che per me a lui si porgesse, e la preghiera fu in questa sentenza : « O buon Gesù, ottimo consola. tore, casto Sposo dell'anima mia! deh, mandate sul mio corpo una infermità una lebbra che tutto il deturpi ed abbruttisca, affinchè lo sposo terreno che vorrebbe im. palmarmi, vedutami, fugga spaventato e mi lasci in pace ». Il Signore ha esaudito il mio prego ...

Questo è un tradimento ! esclama Simone fug. gendo.

Questo è un prodigio di virtù, sclamarono ad un medesimo tempo il prete e Rossellino, il quale sog. giunse : santa donzella, io v'addimando perdono per l'ultima volta !

Io, io, gridò la buona Nella debboti chieder mercè di questi pessimi conforti che nuovamente t'ho dato : mi perdoni dimmi, carissima Dina?

Oh, non merito tanta degnazione ma se pure volete, il Signore vi perdoni che io di cuore v'ho per. donato.

Uscirono tutti della stanza, tranne il sacerdote. Ros.

lo

sellino rientrò in sala, e postosi sulle spalle il mantello, senza prender commiato se n'andò.

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Intanto erano supraggiunti altri visitatori : Pazzino de' Pazzi, Geri Spini, Pandolfo de' Ricasoli, Cecchino de' Bardi, Betto Brunelleschi, Averardo de' Serristori e poco stante il servo annunziò la venuta di Maghinardo da Susinana colla sua moglie, una Tosinga.

Il salone era tuttavia silenzioso : tratto tratto s' u. diva un bisbiglio, col quale ai nuovi venuti si dava contezza dell'accaduto. Corso sedeva taciturno; aveva la faccia bianca, il ciglio aggrottato e dimesso proprio l'espressione dell'ateista abbattuto da qualche cocente sventura, e costretto perciò a riconoscere in cuor suo l'esistenza di Dio punitore dei delitti. In mezzo a questa lugubre scena si udi la squillante voce annun. ziare :

<< Ser Ciacco notaio ! »
Corso si levò su furibondo : il feroce pensiero di

aveva

abbrancare costui e sfracellargli il cranio alla soglia della porta gli sorse in mente e gli sparve ad un tempo; per lo che si adagiò nuovamente e stette più accigliato che mai. Gli sembrava che la costui venuta in quella congiuntura fosse un insulto. Il povero parassito s' era trovato di frequente a ricevere non belle accoglienze, ma truculenta come quella non mai. Buon per lui che a Corso diede giù immediatamente la vampa! poichè altrimenti quella sarebbe stata l'ultima visita alle ghiotte mense. La sua comparsa susseguita da quella di Scampolino giullare, cagionò d'altra parte un po' di bene, e fu quello del rianimarsi alquanto il discorrere e quasi anco lo scherzare della brigata : la quale si giovò di questo appiglio per fare natural transizione a ciò che tutti costoro di molto bramayano - l'andarsene. Infatti dopo un quarto d'ora l'uno appresso l'altro i visitatori disparvero.

Tutto quel giorno ed anco il vegnente non s'ag. gravò di più il malore della fanciulla. Nella mattinata di poi venne un frate di Santa Croce mandatovi dal sere a prego di lei. Era fra Lodovico da Signa buono e sapiente religioso, al quale Piccarda, dopo ragionato dell'anima, mostrò la lettera di fra Masseo senza pa. rola aggiungervi. Il frate lessela tacito e turbato, ma poichè ebbe finito videsi tutto rischiararsi nel sembiante e mettersi in atto di persona che maravigliando esclama

appunto mi pareva impossibile ! Onde voltosi alla in. ferma favellò : state lieta, sorella mia ; questa è un'epi. stola falsa : molto sottilmente egli hanno imitato il pu. gno di frate Masseo, ma non sì che la sozza menzogna non vi lasciasse il suo marchio da riconoscerla. Colui che scrisse questa carta ponvi a basso il nome di Santa Maria degli Angioli : ora il frate non potè certo inviarlavi di colà, mentre egli era quel giorno al convento della Vernia. Imperocchè appena frate Illuminato guar. diano nostro s'accorse della innegabile innocenza di quel buon religioso circa ad un misfatto che voleaglisi ap.

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porre, e (avvenne questo accorgimento il giorno dopo la partenza di lui da Firenze), esso mandogli dietro su. bitamente un messaggio, il quale gli dicesse com' ei fa. cevagli abilità di tornarsene alla famiglia di Santa Croce o sì veramente, quando più il gradisse, di recarsi al luogo della Vernia. Il cavallaro raggiunse Masseo ad Arezzo ; egli udito cid, volse a mancina e incammi. nossi alla Vernia dove fin qui ha dimorato, e donde, un giorno o due prima della data di questa vostra epi. stola, egli a me pure inviommene una. Altri perciò che un turbatore della vostra buona coscienza, ed un ni. mico di quel religioso non può essere stato colui che scrisse o scrivere la vi fece.

Il frate avea colto nel segno: lo scrivano era stato il trovatore pugliese, e messer Simone Donati il com. mittente.

Indicibile per questo schiarimento fu il raddoppiare della gioia nel cuore di Piccarda; e un'altra consola. zione il dì dopo a lei porgeva il Signore per opera di quel medesimo fra Lodovico. Al quale avendo chiesto se, come popolano di Signa, sapesse pur novelle della cara Giovanna, egli le narrò che quattro giorni innanzi erasi appunto recato laggiù per visitarvi la madre sua vecchia ed inferma, e v’avea trovato quella gente tra. secolata in grande ammirazione per i prodigî che ope. raya la santa pastorella. E com' ella avesse illuminato un cieco che tanto le si era raccomandato, e come mossa a' pietosi lai d' una povera nutrice avessele risuscitato il morto lattante; ed inoltre per celare la sua virtù si fosse racchiusa in una stanzuola solinga che i paesani, lavorandovi a gara, le avevano edificata in poche ore.

Ah, lodiamo il Signore, esclamò Piccarda a que. st' ultime parole : aiutatemi, padre, che io giubbili a Dio nostra salute, perciocchè vicina è la mia reden. zione!

Ella si rammentava di quelle consolanti parole che

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