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momento avea proprio una sublime espressione. Poscia mirò gli astanti, e incontrato lo sguardo del vecchio su di lui lo affissò ; egli allora dolcemente prese a dirle : Figliuola mia ! finchè mi duri la vita sarà breve, son vecchio

io porgerò vivissimi rendimenti di gra. zie a Dio perchè con irrefragabil testimonio t'abbia mo. stro alla perfine la tua vera vocazione, e lo ringrazio altresì perchè me pure egli siasi piaciuto di glorificare, aperta facendoti e manifesta la verità delle mie parole. Sbandeggia intanto dal cuore ogni turbamento, e man. diamo tosto a chiamare il tuo fidanzato per istabilire con esso il dì e la pompa di questo santo matrimonio: dobbiamlo chiamare stasera Rossellino ?

A queste parole ella dardeggió confusamente le pu. pille, csalò un gran sospiro, e senza risposta profferire si mosse verso il domestico oratorio.

Lode a Dio! ripetè con grand' enfasi il vecchio: è venuto finalmente il suo consenso.

Per consenso sfido se possa darsene uno più chiaro, notò acutamente Forese; solo pare che le sia co. stato uno sforzo, un sacrifizio incredibile ; ma lo cantò il Venosino : nil sine magno vita labore dedit mortalibus.

Ora dunque, figliuoli, su di gran lena, ognuno all' opra. Tu, Corso, vola da Rossellino : sarà un grande e soavissimo colpo ma già ! non mi rammentava d' avergli io scritto e dato la cosa per fatta ...

Oportet esse memorem ! - gridò Forese lasciando per riverenza il mendacem.

Digli impertanto che stasera ...

Sarà meglio dimattina, osservò Corso; per ora abbiamo ottenuto assai, non tiriamo di più la corda che la non si rompa.

Che dunque dimattina all' ora del visitare venga quivi dalla sua Piccarda per fare intanto il toccamano in presenza del prete, per istatuire il giorno beato, fau. stissimo, sospiratissimo delle nozze : che io al suo ritorno

farommi un preciso dovere di recarmi con essolui da messere Odaldo per trattare della dote : che su questo noi da buoni padri ci troveremo d'accordo in due pa. role (duolmi però che queste doti per la infernale avi. dità le vadano ognidì rincarando; benedetti i tempi di Bellincione, con cento lire se n'usciva): che nostro de. siderio e della fanciulla si è lo sbrigare la faccenda en. tro pochissimi giorni, e nella settimana ove possibile sia per parte loro; dal canto nostro siamo in pronto anche per diman l'altro.

Bravo il messere! ... soggiungeva Aspasia con ironico atteggiamento. Ben vo' siete sperto nello abbacare e nel fare economia e restrizione sottilissima di spese ; in questo anche usate il soperchio : ma per le cento e mille cosette che a sposa novella son bisogne. voli non ne sapete un fico. Altro vi vuole che un paio di giorni ! Non tenendo pur conto di quella tosatura da Vandali che fu fatta sul capo di Piccarda (al che io rimedierò alla meglio colle trecce di seta gialla e bianca, e questo ornamento lo appellin pur disonesto e trasna. turato a lor grado i nescienti (1), che per me è bello e d'ultimo gusto); dove ha ella, ditemi, i merletti e i veli d'Alessandria, dove le contigie alla persiana, i broccati a rosoni, i rarissimi zendadi vellutati per l'abito nu. ziale ?

Oh, ma co’gioielli, de' quali potrete ricoprirla, voi rimedierete di leggieri alla poca modernità delle vesti.

- I gioielli, messer mio, voglionsi tutti rimettere nelle mani dell' orafo; è mestieri aggiustarli, ripolirli, ed alcuni incastonarne di nuovo. Oh, sì belle quelle frasconaie all' antica! graziosi que' pendentoni ch' erano in uso nel cento! Oltrechè rammentatevi che fra i suoi gioielli non v'è neppure una grammatia, e le sono ne. cessarissime. E poi ...

(1) Cosi lo chiama Gio. Villani, X, 150.

Ora lasciate dir me : tu Sinibaldo ...

E poi vi dico . ma già io farò come me. glio a mne sembra, ed il tempo che ci vuole ci vorrà.

Tu, Sinibaldo, chiama subito gli artificieri, or. dina, compra, commetti quanto per l' abbellimento del palagio fia d'uopo : primi di tutti vengano gli arazzieri e i dipintori. Uff! la vorrà costar cara la faccenda, ma ci vuol pazienza. Tu, Forese, argomentati di comporre tosto alcuna gentil poetrìa per gli sposi.

So i miei doveri, e ci aveva già pensato, rispose il poeta.

Qualche ora appresso si vide in quella casa un grande affaccendarsi di valletti e d'artigiani; al portone da via erano i verniciatori a stuccare e pomiciare le grandi valve di noce bruno, per poscia lustrarle con olii e ragie odorose : v'erano gli ottonaj a riforbire i me. talli delle borchie, i campanelloni e le ferriate che lungo la strada ricorrevano : per l'atrio, per le scale e ne' saloni s'aggiravano muratori, scialbatori e pittori ; e fra essi snelle e galanti trasvolavano le modiste, le stira. tore, le crestaie; non mancavano i profumieri, gli ar. gentieri, i gioiellieri, i tappezzieri, e tutta questa gente insieme co' servitori e co' padroni menavano lietissima festa del fortunato maritaggio da farsi, commendavano la virtù di Rossellino, incielavano la bellissima sposa, facevanle voti ed augurî serenissimi.

Povera Piccarda! Fermiamoci un istante a contem. plarla. Ella sta nel suo tempietto genuflessa ed intenta in caldissima preghiera. Ha le braccia raccolte al seno, la fronte e le pupille al cielo sollevate: un dolce pianto le scende sui pomelli delle rosee guance, ma brevis. simo hanno il corso quelle stille, chè tosto le assorbe il viso cocente di subita febbre : sembrano gocce d'ac. qua

che vadan cadendo sull'asciutta arena. Dal mo. Yuento che rimase priva della madre la vita sua fu una prova continua, e se in alcun periodo parve respirare

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alla quiete e alla libertà de' figliuoli di Dio, subito appresso con fiera vicenda tornarono a martoriarla le ire paterne e fraterne, sicchè anco le brevi tregue di pace nel cuore di lei si fecero piene d'amaritudine. In mezzo alle angustie però non lieve refrigerio ritraeva dalla soave parola e dai provvedimenti amorosi della buona cognata : ma ora che dire, ora che la buona Nella aveva mutato con lei linguaggio, e ad ogn'ora la confortava, non più oggimai di suore e monasteri pensasse, ma in quella vece, di nozze e di Rossellino ? Anche qui d'altra parte rimaneva un rimedio; un rinfranco potente, una guida sicura le rimaneva nel padre francescano, e quantunque egli fosse ben lungi la fanciulla poteva confortarsi nel revocare alla mente i sapienti consigli di lui, le parole condite d'unzione celeste . . . Ma ahimè, la lettera che ora giunse anco quest'ultimo ausilio le toglie barbaramente. Se non che, lo abbiamo detto di sopra, un siffatto abbandono di speranza avrebbe potuto

in anime deboli far balenare la fede nella Provvidenza, non già in spiriti come quello di Piccarda: questo iso. lamento riusciva in lei ad effetto contrario, invigoriva la sua fede, l' animo ritempravasi nel fuoco di quella syentura.

Io credo però che poche creature al mondo abbian subìto nelle domestiche pareti prove sì lungamente atroci, che a quelle sostenute da Piccarda Donati si possano pa. ragonare.

Al palagio de' Tosinghi era lo stesso lavorio, e forse maggiore che al palagio de' Donati. Rossellino al nuovo annunzio finì col darsi vinto e cacciare dalla sua mente ogni scrupolo. Il giacinto erasi ravvivato a maraviglia, e la tomba ferale disparsa. Aveva anco saputo che Piccarda era stata cavata dal monastero per forza, ma lo voleva a se medesimo dissimulare, e per tutto riparo, ammenda e giustificazione egli accettava e sfruttava una comoda teoria, che adesso è venuta in gran credito la teoria de' fatti compiuti.

La mattina vegnente, col cuore che dal contento appena capivagli in seno, costui venne da Piccarda : ma ella non aveva potuto alzarsi dal letto era malata.

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