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A mattinar lo sposo perchè l'ami (1) la masnada erasi tutta radunata sotto un macchione di bossoli dietro al monastero. Corso che non di rado a se medesimo era incoerente fremeva in silenzio contro il

pro. posto Farinata, perchè avesse fatto giungere gli uomini troppo presto; mentre da se stesso aveva loro imposto al partire che si sbrigassero a tutto potere, quelli specialmente che da porta Romana dovevano traversare più largo tratto di campagna, e percorrendo tra Monte Oli. veto e Bellosguardo sboccare al monastero dalla parte di sotto. Ma l'ira di lui fu breve, perchè poco appresso udirono che il salmeggiare delle monache era incomin. ciato e per conseguente potevano essi pure metter mano all' opra: il perchè levatisi di là andarono in primo luogo a fare una visita all' ortolano.

Qui è d'uopo avertire che il buon vecchio da alcune sere aveva in uso di appiccare una sottil corda al campanello del monastero, e lungo la siepe della strada conducevala fino alla sua casetta, dove fermata ad un chiodo presso al letto gli era pronta ad ogn' incontro per avvisarne le suore. Ora pertanto allorchè con un calcio gli ebbero spalancato l'uscio ed egli si riscosse tutto sbalordito, ricordò incontanente il campanello, ma prima si sentì avvinghiare per la vita ed imbavagliare la bocca di quello che la corda potesse ritrovare. Spi. ritava di paura, mugolava sotto il bavaglio, a gran mercè chiedendo la vita ; ma Ghello prontamente: non si vuole ucciderti, sta' sicuro, vogliamo solo incatenarti costi nel letto in punizione del non avermi aspettato a cena : io sono il romeo d’jeri. Se non che all'ortolano, mentre la manritta gli legavano, riuscì un momento di spegnare l'altra da loro, e giacchè sempre più dalla testa gli si dileguava il sonno, diede precisamente nella fune e tirò di gran lena. I compagni che rimasti erano sulla strada

(1) Parad., X.

udito il frascheggiare nella siepe, e quasi ad un tempo sentito uno squillo al monastero, smarrirono alquanto; non s' accorsero però della corda telegrafica, e per ciò che riguarda quello stormire credettero la fantasima aver trascorso veloce ed invisibile sulla macchia e poi sonato la squilla, acciocchè le suore s'argomentassero di na. scondere Piccarda.

Come poi rimanessero spaventate le misere donne è difficile a dirlo parve che un tuono fosse scoppiato in mezzo al coro, tanto fu grande il rimescolamento che tutte le ricercò. A quell' ora era impossibile che il cam. panello sonasse fuorchè per annunziare una grave scia. gura. Due converse al cenno del

di

suor Chiara corsero trepidamente alla porta . . . non si udivano che i buffi leggieri dello scirocco : salirono ad alcune fine. strelle che davano l'occhio per la strada, poscia alle al. tre che all'orto rispondevano dalla banda opposta a quella dov'era la casetta dell'ortolano; non il minimo rumore di viventi! Laonde racconsolate tornarono in coro accennando non esservi cagione di timore. Gli assalitori frattanto s' appressano alle mura e tolte dai sacchi le scale di funi cominciano a provarsi. Il salire sui tetti per poscia discendere nel cortile, dove era la porta che dava adito al coro, lo stimavano un nulla, ma il forte stava nel trovare un dente, un beccatello od oggetto altro somigliante nel quale attaccassero i ganci. Di qui, di là e di costà scagliavano in alto le funi, ma per lunga pezza quel travaglio fu invano, perciocchè il buio era fitto e gli occhi avevano gonfi dalla recente ebrietà : con questo l'aria umida faceva aggrovigliare le scale e non imberciavano nel segno. Un momento Farinata parve più fortunato degli altri : appiccò dovecchessia la scala e su diviato salivvi; a mezzo però dell' ascensione esso e la scala si udirono ripiombare sul terreno, ed oltracciò egli ebbe in capo la punta dell'uncino a car. minarlo troppo meglio che non avrebbe voluto. Almeno

capo

il vaiuolo gli aveva risparmiato la cuticagna : l'uncino fu proprio indiscreto e volle sciuparlo anche là.

Corso guardava e sbuffava rodendosi il petto dal furore per gl' inutili sforzi de' suoi bravi, ai quali ripe. teva : salite su, marrani: montate nell'istante sul tetto; impadronitevi subito del monistero ! tal quale un magno giornale di Francia che or la preghiera adope. rando ed ora la parola imperiosa, gridava pur dianzi agli assalitori di Gaeta : prendete subito Gaeta, non vi ha tempo da perdere, ma subito ! Il Donato poi diceva fra sè: come ! io che vinsi la giornata di Campaldino non varrò a superare un nido di rondini ? Dopo quei primi inutili tentativi egli ne condusse tre o quattro alla muraglia dell'orto, e Ghello fra questi, come colui che l'altro di vera entrato con Pino. Nell' orto entre. remo, dicevagli Ghello, ma non passeremo più oltre : le due postierle sono impenetrabili, le finestre altissime. Entrarono colà e la cosa andò precisamente come il fa. miglio presagiva. Allora passarono di sotto, s'arrabatta. rono un quarto d'ora, ma sempre a vuoto ; se non che mentre costoro crano laggiù, a Fazio e poi a Farinata riuscì dopo molto penarvi d' appiccare i lor ganci nella facciata della chiesa, là dove i fianchi di essa combaciavano nel muro del convento. Da quel punto il tratto che dovean percorrere sui tetti per giungere al luogo divisato era più lungo, e correvan rischio di farsi sen. tire prima di porvi piede, ma ciò per loro ormai non ri. leva: ne salgon due, poi quattro, ed altri quattro finalmente anche l'eroe messer Corso sta in piedi sulle mura del vinto baluardo (1). - Belle vittorie ! degne di pa. ragonarsi colle moderne, e le moderne con questa antica.

Le tenebre mettevano viepiù scure e il fiotto del

(1) « Corsus frater adversus sororem virginem ira percitus , assumplu secum Farinata sicario famoso, el aliis duodecim perditissimis sicophantis, admotisque parietibus schalis, ingressus est septa monasterii. » Rodolfo Ja Tossignano, Hist. Seraph. Relig., p. 1.

vento ingagliardiva, per lo che mal potevano inoltrarsi con sicurtà verso il cortile. Quattro o cinque s'ingegna. rono d'accendere le lanterne che seco avevano, ma gli ebbri davansi più spesso dell'acciarino sull'ugna che non sulla pietra focaia : a quello era scivolata la pietra, l' altro aveva perduto l'esca, all'altro la scintilla non volevasi apprendere perchè l'esca medesima era inumidita. Allora Corso chiamandoli poltroni ed inetti diede uno spintone al più prossimo, e questo impulso dinamico bastò perchè tutti si movessero alla ventura. Fazio era il più restio : egli temeva di precipitare nel pozzo,

che come scaltramente aveva risaputo dalla rotaia, si apriva appunto in quel cortile che andavano cercando. L'idea di quell' onda mortifera gli s'era conservata anche attraverso all' onda inebriante del vino! Prudentemente però egli propose ai compagni di tenersi per mano ogni tre o quattro, affinchè fallando all'uno il piede potes.

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sero gli altri tenere il fermo ed aiutarsi a vicenda. Fa. rinata finalmente pervenne alla sponda del tetto, ma

volle il caso che gli embrici estremi si staccassero dal posto, e giù con gran romore cadessero ; egli però rat. tenuto dai compagni stette in piedi : - i ribaldi è dif. ficile che rompano il collo.

A quel busso repentino le monache imbiancarono come i veli del loro capo e mutarono il salmeggiare in urli e grida miserande; alcuue vennero in deliquio, ad altre cadde il breviario di mano. La buona abbadessa confortava a fiducia, esortava a quiete, a confidenza nel Signore, ma tremava ella pure a verga a verga. Molte e molte ad alta voce gridavano a Dio misericordia, por. gevan preghi al santo pontefice Melchiade, ricorrente nell' uffizio di quel giorno, a S. Francesco, a S. Chiara, all'Angelo custode. Ma non sarà cosa di sinistro, repli. cava la badessa, calmatevi per amor di Gesù...

Madre badessa, siamo tutte morte! grida a gran voce una conversa che s' era affacciata nel cortile, vo. glion Piccarda, gridano dal tetto: dove sei Piccarda? Bestemmiano, oh Dio. . . . sono un'intera masnada !

Non sarà nulla, silenzio, siamo in casa di Dio.

Ahi, ali, mamma nostra ! esclamò una delle più giovani che parimente non avea potuto resistere alla tentazione d' affacciarsi ; oh egli hanno le funi per le.

. garci! Ahimè, sono i dimonii che vogliono strascinarci all'inferno!

- Madre badessa, son già nella chiostra! che fate? ... zitte : sentite uno, due ... i tonfi che dànno in terra nello scendere ?

E la badessa allora : chiudiamo, fuggiamo di qua; spengete le candele Ah, Domine, ne tradas bestiis animas confitentes tibi ....

Corso Donati e la sua gente discesero in un attimo nel cortile. Trovata chiusa la porta del coro vi punta. rono a leva un palo e schiavaronla dai cardini. Il coro era deserto e buio, chè vi scintillava soltanto una lam. padetta, trascurata già nel rapido fuggire delle donne.

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