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vano il cuore di Berto, ripensandovi sopra glielo enfia. vano d'altra parte d'una certa nebbia di malumore noiosissima. Voleva, disvoleva ; sulla strada vedeva at. traversi un muro infrangibile, apparato da una coltre mortuaria : oro sopra a fusone, ma coltre da morto. Vi avrebbe mirato più volentieri uno straccio. Pervenne al ventesimo anno, e i pensieri crebbero, crebbe il malu. more: ai ventidue l'atrabile toccava il sommo.

Esco di gergo : Berto non aveva più voglia di farsi prete, e ciò che affatto gliela fece uscire fu un sogno, o visione che debba appellarsi. Il sogno fu questo.

Sembrava a lui d' esser già prete e d'apparecchiarsi una mattina a dire la messa. Quando s'impose l’umc. rale due demonj ai lati scotendo i loro neri vanni, sul. l'anima sua sparsero una nebbia d'inferno, e l'un di loro disse : questa obumbrazione ti toglia il pensare e l'intendere il miserando tuo stato. Si vestì dell'alba, e il demonio che avea taciuto proruppe: siati intorno fascia di ferro a custodire dentro di te la durezza del cuore; essa ti farà stimar nulla il tuo peccato, nulla il futuro supplizio, nulla il premio eternale che vai perdendo. Allora i diavoli ghermigliato il cingolo, ne lo cinsero dicendo: questo siati fiamma ai lombi, e nodo insolubile del patto nostro per che a noi la tua volontà obbligasti. Imbracciò il mani. polo, ed il primo dimonio soggiunse : questo ti sia ma. netta, alla quale verrà agganciata la catena che giù in abisso a te si arroventa. Alla stola il secondo folletto ripigliò : ti sia laccio per lo quale ti trarremo alle nostre dimore. La pianeta a Berto parve foderata di piombo, come le cappe di Federigo imperadore. I diinoni stettero, e poichè quello se l'ebbe imposta parve all'atto il giu. mento cui soverchia soma aggravi le spalle : l'altro de. monio favellò : tu non chiamato la t’imponesti da te, siati dunque pondo di perfidia, che mai più il collo su. perbo non ti lasci levare alla magione del cielo! Allor. chè dinanzi all'altare ebbe detto sua colpa i ministri

infernali risposero : taci colà, bugiardo! il cuore non ri. sponde alla lingua; noi siamo testimoni che la tua confessione è simile a quella di Giuda. — Quivi due angioli comparvero: il rossore velavansi e le lacrime con una mano ; coll'altra inalzarono lo issopo, per mondare l'intruso;

gli accigliati spiriti di Satana brandirono come draghi le orribili ale, e colle punte attoscate gli mi. sero in fuga.

Ciò accadde in tempo di vacanze per lo che svegliato dalla fiera apparizione osò, così discorso facendo, di dare un cenno di sua mutata volontà al padre. Non vi dico altro, egli n'ebbe a schiantare di duolo, ma schian. tare in realtà. Belacqua da poi che fu fuori di puerizia non avea giammai pianto; allora parve piangere insie. me tutto il fiume di lacrime che avrebbe dovuto, se fino a quell'ora fosse stato fanciullo : la mamma ne versò un oceano. – Ah sciagurato, gli diceva Belacqua al ri. torno degli sdegni, vorresti guiderdonarmi così ? E poi la pialla eccola là, guarda i tuoi fratelli. Tu lo sai a prova quanta moneta io spesi, quanti passi ho fatto, come io mi sia arrabattato per te. La velleità nacque e morì, e Berto fra tante lacrime si sentì intenerire, fra tanto ardore di sdegni si sentì riaccendere in petto la voglia della vita gaudente, e sventurato ripromise.

Genitori ribaldi, tiranni, anime di Giuda Scariotto! cuori d'Erode, di Nerone, di Caligola, e di simile in. famia gente! Hanno essi i figli, e gli dovrieno custodire a dovere come un sacro deposito che Dio affidò nelle mani loro : oh va' là che te li aggiustano bene per l'ani. ma ! Li venderebbero a prezzo di concime per pigliarne danaro.

O giovinetto studiante che vestito di abito nero sie. di cogitabondo sul duro sgabello alla scansia, con gli occhi immobili sulle pagine dei libri, col cuore e l' in. telletto svolazzanti per la strada de' tuoi anni futuri , guarda, per amor di Dio, guarda il cherico Berto e dalla

sua ruina apprendi a fuggire la tua! Leggerezza forse e capriccio ti circondarono di cotesto saio: la credevi una cosa, or t'apparisce ben altra ; e ti si schiara grado a grado la mente, come al viandante ognor meglio distinti si mo. strano gli obietti a mano che sale il monte e lascia il piano allagato di nebbia. Tu sei convinto che stolta fu ed ingannevole quella vaghezza che ti prese : dunque coraggio ! - Ma oltre il severo ceffo del padre mi at. tende, come Berto, la pialla, la vanga, la cazzuola, la pesante labarda.

Che monta ? tu franco piglialo in parola il padre, e digli rispettoso ma fermo : qua la pialla, la vanga, e qual volete arnese. Più ilare, credilo, ti troverai in quel travaglio, più dieci volte felice quando al cadere del dì ti tergerai il sudore col dosso della mano, e ti assiderai a mangiare un po' di pane: più con. tento che non saresti nello scanno dignitario, od anche colla mitra in capo ! Afferra pure con mano potente e con cuore diritto, cioè per la patria e per la giusti. zia, l' acciaio degli uomini d'arme, e la benedizione del prossimo e di Dio riempirà l'anima tua. Che diresti se in luogo dell'acceso candelabro tu vedessi dritta sui gradini dell'altare una vanga, una pialla, una lancia ? In chiesa saresti eccentrico e posticcio, qua sarai se. condo l'ordinamento divino : cioè felice per te, e per altrui. Come l'

acqua dell' Arno

dell'Arno percorso il natural cam. mino sbocca nel mare, così Berto percorsa la carriera degli anni si trovò quasi al punto d'essere ordinato sacerdote. Dico pensatamente la carriera degli anni e taccio quella degli studj, perciocchè dalla stanza terza passò tutto di un salto alla sesta. Qui non dirò nulla, chè io sono insciente di simili bisogne. Allora i maestri gli fe. cero a gara attestazioni universali d'insigne encomio, che un dottore dello studio di Parigi non avrebbe ot. tenuto carte di laudazione cotanta.

Ser Nuto speziale, che quando volea non gli man.

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cavano i motti arguti, risaputo la faccenda esclamò: a farsi prete due sole cose bisognano in oggi : esser ma. schio, e aver sul groppone venticinque anni.

I popoli si maravigliavano

Due volte all'anno o tre il cherico era usato di fare una visita al podere suo, e facea bene, chè l'occhio del padrone ingrassa la vigna. Quel podere era di vago aspetto e con molta solerzia custodito dal colono: potea dirsi invero tutto un riso, una grazia, una ubertà di campi e di orti, di oliveti e di pomieri, i quali ul. timi a rallegramento indicibile di Berto mostravano, un giorno che vi andò, la pompa de' frutti loro. Una pianta di fico grande e bella stendeva presso l'aia le sue brac. cia cariche di mille e mille pomi zuccherosi : bella in tutto sarebbesi potuta appellare, se non che da una parte aveala scerpata alquanto un ramo giù dal grave pondo ruinato. A Berto prese vaghezza di cogliere que' pomi e franco su vi salì. Nel mezzo del tronco maestro, era il moncherino del ramo caduto che il figlio del villano aveva finito di recidere, ma inesperto lo aveva sì malamente aggiustato che presentava un aguto uncino, brutto a vedere, comodo se vuoi ad ascendere in alto. Berto appunto se n' era valuto per rampicarsi in cima.

Ma quando, oh Dio! quando ambe le mani spen. zigliava a raggiugnere un ramicello, smuccia del piè, e syenturato piombando al basso, nell'uncino del ramo per le mascelle rimane impiccato. E sì violento fu il ruinare, che schiantoglisi il nodo del collo, e spirò !

Le genti dissero atterrite : questo è un segnale da Dio!

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orizzonte sereno s'ingombrò nuovamente, e ad un tratto di nuvole tempestose per la fan. ciulla dei Donati. È questa la via ordinaria che tiene il supremo Moderatore per fare de.

gno di sè lo spirito umano; affinarlo nel fuoco della sventura. Uccidimi anco, ma io voglio sperare in te! gridava Giobbe a Dio. Finchè semi

nata di rose passeggia il mortale la via, non sa pen. sare e non comprende se stesso; quando l'ala rovente della ministra di Dio, la sventura, gli ebbe adustato i precordii allora son diritti i suoi pensieri, e l'esempio dell'opere sue altrui sarà grave e salutevole ammaestra. mento. Il fatalista e con lui lo stupido che a sè ogni cosa piacente fa lecita, non intendono la bella e celeste economia, e indarno è scritto per loro che Dio umilia e solleva, ferisce e risana, la luce crea e forma le tenebre. Interroghiamo anche la storia dei popoli. Con assi. dua vicenda lungo il cammino dei secoli si videro sor. gere e cadere, e tornando a sorgere arricchirsi di molti

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