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in fronte. Indi a vicenda e cordialissimamente datasi alcuna parola di saluto, la fanciulletta le si fece dopo le spalle, e tolsesi in braccio i panni che dietro alla sposa strisciavano sul pavimento : poco stante tutti per le scale avviaronsi. Alla soglia della porta il padre e la madre della sposa fecero insiememente su lei un gran segno di croce, e senza dir motto piangendo si ritras. sero. Essa allora fu aiutata montare sur un pacifico mo. rello andaluso coverto di bellissime bardature, indi an. co gli altri salirono i loro palafreni, e quei delle donne erano addestrati da leggiadrissimi paggi, insigni per l'oro delle assise e per le guance di rosa. In questo modo con lento passo giunsero alle porte della chiesa parrocchiale, ove ammantato de' sacri indumenti gli attendeva il sacerdote coll'aspersorio in mano.

La chiesa era stipata di gente non più come dianzi dipinta in volto di paura, ma religiosamente quieta ed ansiosa di godere lo spettacolo della sacra cerimonia di quel maritaggio.

Correva un secolo ricco di sentimento religioso, ricco anche di vizii — usiamo la frase di Ugo Foscolo — chi lo nega ? Ma poniamo sempre mente allo universale sconvolgimento operato dal diluvio di sangue e di tur. pitudini, che avea mareggiato in Italia ne' secoli innanzi al mille, e dovremo anzi maravigliare se da tanto caos vediamo sorgere ora un po' d' ordine, un po' di virtù. Di quanti erano convenuti in quel tempio nobili e ple. bei, di quanti ne aveva Firenze e Italia allora non uno forse, nemmen uno v'era che non riverisse profonda. mente la santità del connubio cristiano e non lo predi. casse tutto cosa di Dio e della Chiesa, la quale sola, di. rebbe un egregio, ha ricevuto da Dio le chiavi e l'intelligenza dell'uomo e dell'umanità in quanto alle sue origini, alla sua caduta, alla sua restaurazione per la grazia, ed alle sue relazioni con Dio nello stato della via e del suo termine avvenire. Divino allora per tutti

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reputavasi e nell'ufficio di natura e nel suo rispetto so-
ciale e nell'essere di sacramento. La gloria dei perfidi
conati di paganizzare novellamente il matrimonio, di
trascinarlo a forza nella stalla del contratto, doveva es-
ser propria di alcuni pensatori moderni, i quali ostinan-
dosi a non voler riconoscere la ontologia delle cose
cioè a non riconoscere o, giusta gl' insegnamenti di Vol.
taire, a non lasciar più sussistere principii fissi sulla na.
tura di esse cose, spargendovi sopra le più fitte tenebre
perchè altri non gli ravvisi e discerna son venuti ad
effigiare del proprio tale un cadavere di matrimonio che
è veramente un lordume.

A destra e a sinistra del genuflessorio stavano in
Piccarda Donati

Disp. 2.

ginocchio sopra alcune panchette coperte d'arazzi cile. strini i parenti e gli amici delle due casate : erano quin. dici o venti tra uomini e donne, tutti o quasi tutti in quel riverente contegno che in chiesa tengono i buoni cristiani. E sovratutti gli altri baroni e cavalieri ammi. ravasi atteggiato di schietta divozione un giovane d'in su i ventiquattro anni, di statura comunale, di volto oblongo traente un po' al magro e con in fronte due vivissime pupille. — Questo giovane sarebbe poi stato la sapienza, la maraviglia d'Italia e de' secoli; e allora la sapienza affratellavasi facilmente colla pietà e la fede. Alcunché di men sodisfacente, in quanto a compostezza religiosa, avrebbe potuto osservarsi in una gentildonna superbamente o anche lascivamente abbigliata e in un cavaliere. Questi avea nel volto, negli occhi, nel tratto un misto di truce, d'ipocrisia e di tutti quegli altri ele. menti che costituiscono una cima di ribaldo : e costui davvero tale scellerato per ogni verso si fece, che la storia lo trasmise alla esecrazione dei posteri.

Come fu tempo da ciò tutto il corteggio surse in piedi, e di nanzi gli uomini, di dietro le donne circonda. rono i due fidanzati. Allora la modesta fanciulla dalla veste di scarlatto si pose al consueto ufficio di sostenere il lembo de' panni di Nèlla. Quivi un leggiero bisbiglio di donne che a mano a mano cresceva, si alzò lungo le navate. Ognuna, come in que' casi facilmente suole av. venire, voleva pronunziar sentenza sul conto dello sposo e della sposa.

V'era chi ammirava e predicava così sottovoce, ma con caldissima eloquenza, la grazia e la modestia virgi. nale del volto di Nella, e senza manco veruno diceva le movenze di lei essere da porsi a paraggio con quelle sovrumane della Vergine salutata dall' Angiolo, della chiesa de Servi: un'altra commendava il bianco velo che dal capo a fitti cannoncelli scendevale sugli omeri, di sotto al quale traspariva elegantemente cumulata la fol. tissima chioma color d'avellana cupa, avvinta dalle trecciere di seta gialla, e ornata d'oro e di gemme

le quali cose trasparivano dal velo in quel modo sì nobile e delicato, con che traspariscono gli obbietti da una campana di cristallo lievemente appannato. Un'altra non rifinava di magnificare il candidissimo drappo serico del. l'ampla e fluttante gonna, e il dedaleo artificio della cintura e massime del fermaglio, il quale, secondo la moda del tempo, portava foggiata di grosse perle la ini. ziale del nome della fanciulla. Al contrario alcuna spet. tatrice non sapevasi risolvere a menar buono la sover. chia pallidezza di quel volto: a quella sembrava piutto. sto un panno lavato : a quell'altra un viso di cera da svenuta : ad una delle più vecchie appariva troppa am. plezza nella veste, la quale meglio diceva essere un pa. diglione, e biasimava lo sciupio di tante braccia di seta, lamentando che se ne sarebbon potuti fare quattro stendali pel carroccio e un pennoncello per giunta. Una poi asseriva che quello scheggiale le dava un po' troppo sotto le ascelle, e doveale nuocere al respiro : quello spillone del capo ornato all'impugnatura d'un grazioso carbon. chio, era bello sì ma grosso di soverchio, e pareva anzi un trafiere: che quella ghirlandetta di fiori d'arancio era male intrecciata, troppo rada e poco risaltante nella testa e sul velo. Altre assai nel medesimo tempo si occupavano de' pregi e dei difetti dello sposo, e qui sì che dicevano! ...

Messer Forese figlio di Simone Donati era un gio. vine membruto e rubicondo, di sembiante pacifico e ben delineato -- a quelle donne sembrava melenso e pecorone; ma un certo fuoco che a momenti gli schizzava dagli occhi produceva un contrasto inaspettato con quella flemma ordinaria, e il corrugare della fronte in un modo suo particolare rivelava, come in quelle membra nascon. devasi un'anima dotata di più che mediocre sentimento.

il peggiore forse de' rimatori d'allora ; tal.

Era poeta

volta strampalato in guisa da fare un sonetto di tredici versi (1)! Eppure era stata omai stabilita la forma di tali componimenti per opera specialmente di fra Guittone. Comunque andasse la bisogna anche lui chiama. vano poeta le genti. Sul fatto di questo sposo, dico, aveano le donne più ampia materia di rivista e di biasimo che non sul fatto della fanciulla, e non sarebbero così di leggieri venute a capo di loro osservazioni, se il sacerdote, apparendo innanzi al genuflessorio in accon. ciamento di dar principio alla funzione, non avesse tron. cato di netto ogni ragionare.

Egli con voce solenne disse brevi parole sulla san. tità del sacramento; appresso procedette a richiedere gli sposi del mutuo consenso, e come questi lo ebbero e. spresso ei li fe' impalmare, li benedisse e pronunciò la

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formula di rito. Invocato poscia l'aiuto del cielo bene. disse la gemma nuziale, e nell'atto che Forese inanel

(1) Il Redi asserisce di aver veduto tali sonetti di Forese Donati.

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