Page images
PDF
EPUB

stormo è grande : le grida maggiori de' feriti che caggiono morti e feriti sanza ritegno; alcuni mettono grandi grida e pianti. Li Greci vanno da d'ogni parte bruciando e ardendo e rubando tutta la terra. Piangono le donne che veggiono li loro mariti morti e uccidere : piangono sanza fine e fanno grandi lamenti. Mettono fuoco nel reale palagio. Essionna, figliuola del re Laumedon, bella pulzella e di molte altre donne ànno prese e in servigio ànno messe alli bisogniosi. Essionna la bella ånno donata a Talamone del quale già dissi, che prese terra nel mare di Toscana, e l'altre tutte alli giovani cavalieri.

Con molto tesoro e molti arnesi tra loro anno preso il bottino. Tornati sono li greci con molto onore. La novella andò a Priamo, di Laumedon suo padre morto, della sirocchia e dell' altre donne rubate e male trattate, e della città rubata e arsa a grande pianto e ira. Con grida li panni si straccia e Priamo colli suoi baroni fanno grande corrotto sanza fine. A dire però che Priamo era molto amato per sua gentileza e largheza alli suoi baroni, e universalmente non fu nel suo tempo alcuno re tanto pro' e ardito e cortese e amato quanto fue egli. Più di xx anni erano passati che Priamo e Ecuba sua donna non erano istati in Troia, ma collo aiuto de' suoi baroni era andato conquistando terre per li paesi altrui. Trenta e tre reami avea conquistati e teneva e chi per forza e chi per amore. Tributi come oggi da molti riceveva e per certo s' egli avesse saputa la venuta de'Greci, andati ne sarebbono con grande vergogna. Lasciato ae Priamo l'oste di Panonia e ritornato alla città di Troia la quale truova arsa e disfatta e rubata. Prese conforto com nomo molto savio e alli suoi baroni faceva molto onore.

La città fece rifare tutta -- molto più bella che non è prima. Li suoi baroni e prencipi e re tutti li fece con seco abitare colle loro famiglie, e ciascuno fece dentro palazzi e belle abitazioni e belle torri per più fortezza : la quale città era per certo murata più di Cmiglia d'intorno sanza li borghi di fuori, ch'erano raccolti colla cittade con molti bei fossi d'intorno. Lungo tempo stette Priamo innanzi che pensasse alla vendetta della ingiuria fatta a lui per li Greci : solo ad acconciarsi ad arme ed avere amici intendea Venti e due figliuoli maschi avea e tre figliuole femine molto savie. Sei erano i figlioli d'Ecuba legittimi e di schiatta reale, li quali succedere doveano nel regno, e quelle tre fanciulle anco erano maternali nate d' Ecuba reina. Tutti gli altri erano figliuoli di molte madri e bastardi. Usansa era allora che lo re aveva una sola donna reina sopra tutte. Le altre erano amiche : ma pure erano trattate onorevolmente colli loro figliuoli, e questo faceano per moltiplicare in figliuoli e in gente assai. Li figliuoli legittimi erano questi. Lo primo Ettor, lo quale era di persona grande e grosso e cortese e forte e umile e piano. Lo secondo fu Eleneus savio e indovino, onesto, costumato: secondo loro legge vescovo lo tenevano. Lo terzo avea nome Deifebo grande, grosso e bene uso in fatti d'arme. Lo quarto Troiolus pro' forte e ardito e di molto onore. Simile era a Ettore di persona. Un'altro n'avea piccolo garzonetto quasi allora di viij anni. Lo padre e la madre molto l'amavano perciocchè di tutti questi era il minore. Questi cinque Priamo teneva presso a sè,continuamente gli facea istare in esercizio d'arme e in fatica per costumarli a far guerra, la quale intendeva di dover fare alli Greci al postutto quando fusse tempo. Paris allora non era conosciuto per lo re ne' per la reina, ne' per li fratelli. La cagione vi dirò brievemente. Essendo Ecuba reina gravida di lui, più volte sognò che le

parea che ardesse Troia. E questo disse a Priamo suo marito, per la qual cosa ne prese consiglio col suo sacerdote e colli suoi indovini. E rispuosono che questo fanciullo consumerebbe Troia e lo reame. Per la qualcosa Priamo comandò che come fusse nato al postutto fosse morto. Nato il fanciullo la madre gli puose nome Alessandro : vero è che la balia li pose nome poi Paris. Portato fune in uno istrano paese di consentimento della madre e fu notricato bene. Vero è che a Priamo fu detto com'era morto. Quelli che lo portarono lo lasciarono vivo allato a una gora di mulino. Pastori passando per lo paese di ciò molto si maravigliono e si lo portal'ono alla loro madre la quale era in parto. Quella lo notricae molto bene, e venne molto gagliardo e molto presto a molti giuochi, che facevano li giovani per venire valorosi d'arme. Li quali giuochi erano per forza e per ingegno, e però Priamo facea molto ispesso giucare li suoi. In quelli tempi Paris dimorava isconosciuto con una bella donzella la quale aveva nome Elenone, duchessa del paese dove portato fu Paris e dalli pastori trovato. Questa lo tenea molto pulitamente e in grande agio e per amore. Molto l'amava e in qualunque parte li giovani giucavano Paris andava, colla licenzia d’Elenone, a giucare e

a provare sua persona. Per caso avenne ch' elli isconosciutamente andò a Troia a giucare colli figliuoli di Priamo. Egli era molto bello bianco e fresco e chiaro e molto leggieri. Tutte le donne che lo vedevano subito di lui s'inamoravano. Giucando elli colli suoi fratelli, tutti li vinse. Ecuba sola costui conosceva perciocchè sempre gli tenne dietro ispie, e pure quelli medesimi che lo portarono per uccidere ; sicchè ella sapeva bene ciò che n'era. Giucando costui colli suoi fratelli tutti li aveva vinti

« PreviousContinue »