Miscellanea, Volume 58

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Page 27 - Con lieto volto, ond' io mi confortai, Mi mise dentro alle segrete cose. Quivi sospiri, pianti ed alti guai Risonavan per l' aer senza stelle, Perch' io al cominciar ne lagrimai. Diverse lingue, orribili favelle, Parole di dolore, accenti d...
Page 57 - Non fu la Sposa di Cristo allevata Del sangue mio, di Lin, di quel di Cleto, Per essere ad acquisto d'oro usata; Ma per acquisto d' esto viver lieto E Sisto e Pio, e Calisto ed Urbano Sparser lo sangue dopo molto fleto.
Page 34 - Che navicar non ponno, e in quella vece Chi fa suo legno nuovo, e chi ristoppa Le coste a quel che più viaggi fece; Chi ribatte da proda, e chi da poppa; Altri fa remi, ed altri volge sarte; Chi terzeruolo ed artimon rintoppa: Tal, non per fuoco, ma per divina arte, Bollia laggiuso una pegola spessa Che inviscava la ripa da ogni parte. I" vedea lei, ma non vedeva in essa Ma...
Page 19 - O SIMON mago, o miseri seguaci, Che le cose di Dio, che di bontate Deono essere spose, e voi rapaci Per oro e per argento adulterate : Or convien che per voi suoni la tromba, Perocché nella terza bolgia state.
Page 47 - Quando gli apparve d' angeli sì carca. Ma per salirla mo nessun diparte Da terra i piedi : e la regola mia Rimasa è giù per danno delle carte. Le mura che soleano esser badia, Fatte sono spelonche ; e le cocolle Sacca son piene di farina ria. Ma grave usura tanto non si tolle Contro 'l piacer di Dio, quanto quel frutto, Che fa il cuor de
Page 56 - Quegli eh' usurpa in terra il luogo mio, II luogo mio, il luogo mio, che vaca Nella presenza del Figliuol di Dio, Fatto ha del cimlterio mio cloaca Del sangue e della puzza, onde '1 perverso, Che cadde di quassù, laggiù si placa.
Page 56 - Vid' io allora tutto il ciel cosperso: E, come donna onesta che permane Di...
Page 50 - Io fui nel mondo vergine sorella : E se la mente tua ben si riguarda, Non mi ti celerà l'esser più bella; Ma riconoscerai ch' io son Piccarda, Che, posta qui con questi altri beati.
Page 35 - Cosenza, che alla caccia Di me fu messo per Clemente, allora Avesse in Dio ben letta questa faccia, L' ossa del corpo mio sarieno ancora In co del ponte presso a Benevento, Sotto la guardia della grave mora. Or le bagna la pioggia e move il vento Di fuor del Regno, quasi lungo il Verde, Dov' ei le trasmutò a lume spento.
Page 46 - E quel son' io che su vi portai prima Lo nome di Colui, che in terra addusse La verità che tanto ci sublima. E tanta grazia sovra me rilusse, Ch...

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