Collezione di opuscoli danteschi, inediti o rari, Volume 8

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S. Lapi, 1894
 

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Page 71 - Mentre ch'io forma fui d'ossa e di polpe che la madre mi die, l'opere mie non furon leonine, ma di volpe. Li accorgimenti e le coperte vie io seppi tutte; e sì menai lor arte, ch'ai fine de la terra il suono uscie.
Page 55 - L'anima semplicetta che sa nulla, Salvo che, mossa da lieto Fattore, Volentier torna a ciò che la trastulla. Di picciol bene in pria sente sapore : Quivi s'inganna e dietro ad esso corre, Se guida o fren non torce lo suo amore. Onde convenne legge per fren porre, Convenne rege aver che discernesse Della vera cittade almen la torre.
Page 43 - Ahi serva Italia, di dolore ostello, Nave senza nocchiero in gran tempesta , Non donna di provincie , ma bordello...
Page 27 - che per cento milia perigli siete giunti a l'occidente, a questa tanto picciola vigilia d'i nostri sensi ch'è del rimanente non vogliate negar l'esperienza, di retro al sol, del mondo sanza gente. Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza".
Page 67 - Ed io, che di mirar mi stava inteso, Vidi genti fangose in quel pantano, Ignude tutte, e con sembiante offeso. Questi si percotean, non pur con mano, Ma con la testa, e col petto, e co' piedi, Troncandosi co
Page 85 - Poscia ch' i' ebbi rotta la persona Di due punte mortali, io mi rendei Piangendo a quei che volentier perdona. Orribil furon li peccati miei ; Ma la bontà infinita ha sì gran braccia, Che prende ciò, che si rivolge a lei. Se il pastor di Cosenza, che alla caccia Di me fu messo per Clemente, allora Avesse in Dio ben letta questa faccia, L' ossa del corpo mio sarieno ancora In co...
Page 68 - Per me si va nell' eterno dolore, Per me si va tra la perduta gente. Giustizia mosse il mio alto fattore : Fecemi la divina potestate, La somma sapienza e il primo amore. Dinanzi a me non fur cose create, Se non eterne, ed io eterno duro : Lasciate ogni speranza, voi ch...
Page 68 - Per me si va nella città dolente, Per me si va nell'eterno dolore, Per me si va tra la perduta gente.
Page 93 - Da ogni bocca dirompea co' denti Un peccatore, a guisa di maciulla, SI che tre ne facea così dolenti. A quel dinanzi il mordere era nulla Verso '1 graffiar, ché tal volta la schiena Rimanea della pelle tutta brulla.
Page 100 - 1 mondo appuzza." Sì cominciò lo mio duca a parlarmi, E accennolle che venisse a proda Vicino al fin de

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