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3. Trasgredendo essi il divino precetto, rimangon privi di tutti

i doni soprannaturali, poichè eran questi premio della os-

servanza della legge
4. Rimangono per la medesima cagione öffesi eziandio nei

doni naturali
5. Perdono in gran parte il dominio sulle inferiori creature,

anzi diventan queste loro nemiche e spesso sono di occa-
6. Il peccato di Adamo colle' sue conseguenze si propaga in
7. Spiegasi in qualche modo com'è avvenuta codesta propa-

gazione del peccato originale in tutto il genere umano
8. Necessità di ammettere e ben comprendere la dottrina sul

peccato originale, altrimenti si cade in molti errori, spe-
cialmente nel Pelagianismo e Luteranismo

CAPO III.
La Redenzione operata da Gesù Cristo,

la Vergine Maria e la Chiesa.
1. Stato del mondo dal peccato di origine sino alla venuta di

Gesù Cristo

2. Speranza del genere umano d'un futuro liberatore, e per-

ciò continua aspettazione del medesimo

3. Il divin Verbo assume umana carne, nasce, vive, muore, ri-

suscita e se ne torna al Cielo .

4. Gesù Cristo, perchè Uomo e Dio ad un tempo, redime ve-

ramente il genere umano e tutte le cose

5. Gesù Cristo, quale Maestro, insegna all'uomo colla parola e

coll'esempio la via della eterna salute smarrita pel peccato

6. Gesù Cristo, quale Medico, appresta all' uomo, sopratutto

colla istituzione dei Sacramenti

, i mezzi a mantenersi in

grazia, e a ricuperarla perduta

7. Maria, perchè Madre di Gesù, addiviene altresi nostra Cor-

redentrice in opposizione ad Eva peccatrice

8 Maria, perchè Madre di Gesù, è anche Madre nostra, e per

ciò oggetto di speciale culto e divozione nella Chiesa .

9. Gesù Cristo prima di tornarsene al Padre fonda la Chiesa

a continuare sino alla fine dei secoli l'opera della Reden-

zione, e le dà perciò la potestà di ammaestrare e reggere

i fedeli

10. Necessità di appartenere a questa Chiesa Cattolica, Apo-

stolica, Romana per potersi salvare

CAPO IV,

L'Italia sede del Cristianesimo,

e perciò della vera scienza, delle belle lettere e delle belle arti.

1. L'Italia, e particolarmente Roma, scelte dalla divina Proy-

videnza a sede e centro del Cristianesimo e della Chiesa

Cattolica

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2. Si espongono le ragioni di convenienza d'una tale scelta
3. Si spiega anzi tutto in che cosa consiste la vera scienza
4. Essendo l'Italia centro del Cristianesimo, ne segue natural-

mente il suo primato nella vera scienza sulle altre nazioni
5. Per la medesima ragione ne segue pure il suo primato nella

morale e nella pietă, ossia in tutto ciò che concerne la Re-

ligione in pratica
6. Si espone brevemente che cosa sono le belle arti in

gene-
rale, e quanto influisca in esse la Religione
7. Ne segue in fine il primato in Italia nelle belle lettere e so-

pratutto nelle belle arti, ciò che concedono cziandio gli
stranieri

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CAPO V.

S. Tommaso d'Aquino, e sua grande influenza

nelle Scuole cattoliche.

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S. Francesco d'Assisi, e sua grande influenza

nella riforma del costume e santificazione dei popoli

.

1. Stato della Chiesa e della società in sul principio del secolo

decimoterzo

2. A porre un efficace rimedio ai tanti mali che affliggono la

società, Iddio, come si disse, suscita si S. Francesco, che

rende perciò tanto simile a Gesù Cristo
3. Egli pratica ed inculca anzitutto il dispregio delle gran-

dezze e degli onori mondani, e per ciò l'umiltà
4. Pratica ed inculca il dispregio delle ricchezze e di tutti i
beni terreni, e perciò la povertà

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5. Ama ardentemente Dio ed il prossimo, procurando di que-

sto la salute spirituale col raccomandare sopratutto la con-
cordia e la pace

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6. Ama eziandio le creature irragionevoli ed inanimate, onde
acquista su esse grande dominio

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7. A ottenere meglio la gloria di Dio e la salvezza delle anime

istituisce il Prim'Ordine, che tosto propagasi per tutto il

mondo
8. Pel medesimo fine istituisce il Second' Ordine, detto delle
Povere Signore, che pure propagasi mirabilmente

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9. Finalmente istituisce il Terż’Ordine, per cui si compie la

salutare riforma della società, e in breve tempo il mondo
intero pare addivenuto francescano

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10. Breve cenno di ciò che i Francescani han fatto di bene nella
Chiesa e nella civil società

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11. Lodi ed onori che la società e la Chiesa tributarono mai sem-
pre dal canto loro in vita, in morte e dopo morte a S. Fran-

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cesco

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tante

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CAPO VII.
Dante, e sua grande influenza nella letteratura

e nelle belle arti.
1. Bisogno in Italia nel secolo decimoterzo d' una letteratura ve-

ramente nazionale e cristiana : sorge Dante e la forma,
2. Egli possiede di fatto tutte le doti, delle quali

, secondo lui me-
desimo, dee esser fornito un grande poeta
3. Sceglie a cantare un soggetto veramente grandioso ed impor-
4. Si prefigge altresi d'ottenere col suo poema uno scopo nobile
5. La Divina Commedia perciò fu tenuta sempre

gran pregio
dai nazionali e dagli stranieri
6. Con questo poema Dante influi assaissimo nelle lettere, nelle

arti e nel carattere nazionale
7. Molti si sforzarono d'imitar Dante o almeno, lo studiarono; ed

in realtà quando fu imitato e studiato le lettere prosperarono,

quando fu negletto esse decaddero
8. Viene difeso contro coloro che lo vorrebbero nemico della

Chiesa, del Papa, e poco men che precursore di Lutero
9. Si spiega finalmente in che senso egli era avverso al dominio

temporale dei Papi, e perchè fu proibita l'opera sua : de Mo-
narchia

e santo

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CAPO VIII.
Speciali attinenze tra S. Tommaso, S. Francesco e Dante

ed aiuto che si prestano a vicenda
1. Tutti e tre ci manifestano Dio in una maniera speciale,

S. Tommaso come somma verità, S. Francesco come somma
bontà e Dante come somma beltà

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2. Tutti e tre son poeti, c S. Francesco per sè e a mezzo dei
suoi figli molto influisce nella poesia popolare

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3. Tutti e tre influiscono poi assaissimo or direttamente ora indi-
rettamente nell'arte cristiana, in ispecialità nella pittura

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4. Grande relazione e familiarità tra Ŝ. Francesco e S. Domenico,

tra i figli dell'uno e dell'altro, massime tra S. Tommaso e S. Bo-
naventura

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5. Dante è seguace in modo speciale delle dottrine dis. Tommaso
si in filosofia sì in teologia

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6. Dante mostrasi amantissimo di S. Francesco e dell'Ordine

suo
sino a: rendersi Terziario; onde dopo morte viene anche se-

polto nella Chiesa dei Minori
7. Frati Minori alla loro volta si mostrarono sempre ricono-

scenti a Dante, sopratutto col commentare e predicare la Di-
vina Commedia

CAPO IX.
Stato presente della scienza, specialmente della filosofia
e bisogno di tornare alla scolastica, di cui è capo S. Tommaso.

1. Presentemente, in quanto alla vera scienza nel senso da noi

altrove spiegato, siamo in manifesto regresso

324

2. Di fatto, la teologia omai non si studia più che dagli Ecclesia-

stici, e del resto è bandita quasi affatto dalle università e da

tutte le altre scuole inferiori

330

3. La filosofia dopo che si volle separata ed emancipata dalla teo-

logia, addivenne cosa secondaria e piena di errori

334

4. Tutta l'importanza poi si dà alle scienze naturali e sperimen-

tali, le quali rendono sovente l'uomo materiale e terreno

340

5. Si fa un piccolo quadro degli errori più grossolani e perniciosi,

insegnati da coloro che rigettarono la fede ed ogni cosa so-

prannaturale

346

6. Sicchè fa d'uopo tornare alla filosofia scolastica, insegnata prin-

cipalmente da S. Tommaso

7. A questo ci esortano e spingono gli uomini di senno, cui sta a

cuore la vera scienza e la religione, massime il Sommo Pon-

355

8. Si dichiara che effetto sortiranno tutte codeste premure del

Sommo Pontefice pel ritorno alla filosofia dell'Angelico ·

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Stato presente delle Belle Arti e della Poesia,

e bisogno di attenersi a Dante.
1. Presentemente le Belle Arti ed anche le Lettere in Italia sono

in decadenza
2. La causa principale di codesta decadenza si è la mancanza di

religione, ossia della fede nel soprannaturale
3. La secondaria poi si è la mancanza del bello ideale, ossia d’

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tipo per quanto fia possibile perfetto

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pag. 380

4. Sicchè presentemente ove più ove meno domina il verismo,

massime in poesia
5. Codesto verismo arreca grave danno sopratutto alla religione
ed alla morale

385
6. Ed è contrario altresì all'arte stessa ed alla poesia italiana, onde
non potrà durare a lungo

389
7. Se si vuole perciò in letteratura, e sopratutto in poesia, fuggire
i difetti del verismo, fa d'uopo attenersi a Dante in tutto

394
CAPO XI.
Stato presente del Cattolicismo in ordine alla condotta della vita,

e bisogno d'imitar S. Francesco d'Assisi.

1. Presentemente, ove più ove meno, regna nella società l'orgoglio

ed il sensualismo, ch'è in fondo un redivivo paganesimo .

399

2. Gli stessi buoni risentono alquanto di codesto spirito del secolo,

onde paiono inetti alla mortificazione, e cercano il commodo

perfino nell'esercizio della virtù

3. Il male presente della società

minaccia di rendersi generale a

mezzo della scuola senza religione e della lettura de' cattivi
libri

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4. Sicchè moltissimi tremano dell'avvenire della società, onde vor-

rebbero ad ogni costo impedirne la rovina

5. Un potente rimedio a ciò si è l'esempio d'umiltà, di povertà e

mortificazione di S. Francesco, predicato e praticato da' suoi

veri figli o seguaci

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6. Si tocca in particolare dell'apostolato a giorni nostri del P. Lo-

dovico da Casoria, del P. Andrea da Quarata e della Suor

Anna Lapini

7. Tutti poi si ripromettono una salutare riforma della società

dal Terz'Ordine, ch'è numerosissimo, e conta uomini eminenti

sotto ogni aspetto

8. Bisogna dunque promuovere si efficace istituzione, e darvi ezian-

dio il proprio nome, essendo cosa facile e tanto salutare

9. Il settimo Centenario celebratosi teste della nascita di S. Fran-

cesco, e i vantaggi che ha apportato ed appoi terà

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CAPO XII.

Conseguenze che discendono dalle cose trattate,

e Conclusione.

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1. Se il medio evo ha dato tanti uomini grandi, e segnatamente

S. Francesco, S. Tommaso e Dante, si ha torto di gridar tanto

oggi contro di esso
2. Se dagli scolastici è uscito il più grande filosofo e teologo del

cristianesimo, l'Aquinate, si ha torto di tanto avversare la sco-

lastica
3. Se dai Frati, in ispecialità dai Francescani e Domenicani, è ve-

nuto tanto bene all'Italia e al mondo intero, si ha torto di av-
versarli e più di cacciarli dai loro conventi

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