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effetto d' inavvertenza, ovvero d'ignoranza, nelle condizioni attuali della scienza sono quasi incredibili. Qual è per esempio l'etnografo dei giorni nostri, che ponga il corpo deg” Ilirii e dei Persiani dell'età di Alessandro fra i popoli semitici, oppositamente agl indogermanici ?? Quanto alla filosofia, le idee dei compilatori sono affatto confuse, come si può vedere negli articoli Bonheur, Condillac, Conscience, Éclectisme e altri, ed è impossibile il farsi un concetto preciso del loro sistema. Il loro panteismo, e le loro dottrine sull'infinità del mondo, e sull'immortalità degli animi umani?, contengono tante contraddizioni, che il solo enumerarle sarebbe cosa troppo fastidiosa. Non si può meglio capire la confusione della psicologia colla fisiologia, onde si vantano; e la maniera, con cui combattono le dottrine del Cousin e del Jouffroy in questo proposito, può ragionevolmente indur chi legge a sospicare che i valenti critici non conoscano pure i rudimenti della disciplina, che trattano a fidanza. Generalmente il difetto di buoni studi, di studi elementari, e gl'inconvenienti, che provengono dalle letture disordinate, e non precedute da opportuno tirocinio, si fanno sentire a ogni poco nel corso di quest' opera. Come spiegare altrimenti la lode sperticata e puerile, che danno alla filosofia francese del passato secolo : « La mystérieuse puissance « de la philosophie française, révélation nouvelle, voix de notre « peuple, voix du genre humain, voix de Dieu 5? « Il pareggiare, che fanno, la teorica del sig. Lamennais sulla certezza alla Critica della ragion pura “; cioè uno dei lavori più superficiali e insussistenti, che abbia veduto l' età nostra, coll' opera più pellegrina e profonda , (a malgrado de' suoi errori , ) della psicologia moderna ? Il sig. Lamennais è fuor di dubbio un elegante ed eloquente dettatore ; ma non merita certo maggior riputazione

* Art. Alerandre, tom. I, p. 264.
2 Art. Ciel.
3 Art. Catherine II, tom. III, p. 334.

Art. Éclectisme, 1re part., § 1, not.

come filosofo, che come statista od erudito o teologo, eziandio avendo riguardo ai primi suoi scritti. Cito questo giudizio, perchè può servir di paragone a conoscere, qual sia l' estimativa dei nuovi enciclopedisti nelle materie filosofiche. Il loro giudizio sulla filosofia di san Bonaventura ha forse d'uopo di una erudizione un po' più squisita, ad essere apprezzato. « Il ne cherche « pas, » dicono essi, « le fondement de sa foi dans l'ontologie « pure, comme saint Thomas ? » San Bonaventura, malgrado la trascuranza degli storiografi, è uno dei filosofi più eminenti del medio evo; e il suo merito più insigne è appunto di essere un grande ontologista, e più ontologista ancora di san Tommaso. Ma egli è sovrattutto nelle cose teologiche, che i nostri compilatori sono deliziosi. Se hai pazienza di leggerli, ci imparerai che le obbiezioni fatte contro il racconto mosaico dell'arca sono insolubilia; che il diluvio non potè essere universale, perché l'acqua dell'oceano non sarebbe bastata a superare i gioghi dei monti 3 ; che nel caso contrario non vi sarebbe più « aucune « garantie dans ce monde pour les établissements, auxquels nous « mettons tant de peine et de travail, » e che i testamenti dello spirito sarebbero sottoposti a perire come quelli della ricchezza“, danno veramente deplorabile, sovrattutto se si parla dei testamenti enciclopedici, che si rogano in questo secolo, i quali sono sicuri di durare in eterno, se non accade un nuovo diluvio ; che il Cristianesimo nacque dal matrimonio (traduco letteralmente ) del dogma orientale colla filosofia greca", (sentenza che lo stesso sig. Strausse 6 non ha osato dare, come fondata ); che « on est étonné « de toutes les racines que le christianisme avait déjà, lorsqu'il

· Art. Bonaventure, tom. II, p. 786.
? Art. Arche, tom. I, p. 763.
3 Art. Déluge, livrais. 23, p. 261, 262, 263.
* Art. Antédiluviens, tom. I, p. 601, 602.
5 Art. Alexandre, tom. I, p. 264.

* Vie de Jésus, trad. par Littré. Paris, 1839, sect. 1, chapitre 5, 9 41, tom. I, part. 1, p. 337.

« commença à prendre son nom; on est surpris de voir que le « paganisme lui-même lui a servi de berceau ; on est dans l'ad« miration en comprenant que cette religion, si nouvelle en « apparence, fùt la réalisation et la conséquence de ce que la « philosophie avait enseigné de plus élevé sur la nature divine';» (il lettore sarà piuttosto étonnė che si faccia il Cristianesimo prole del gentilesimo, in vece di considerar questo, come una degenerazione di quello;) che « la pensée chrétienne, la pensée « initiale et pour ainsi dire plastique du christianisme » appartiene all' Arianesimo, non meno che al cattolicismo, non ostante che gli Ariani negassero che il Verbo sia Dio, e instituissero una religione diversa dalla cattolica ? ; che santo Atanasio e santo Agostino furono i fondatori del cattolicismo; che fino alla metà del quarto secolo il dogma cristiano non aveva unilà ; che santo Atanasio deificò solidamente Cristo e stabili il dogma del Dio trino; che santo Agostino e il Cristianesimo furono quasi manichei; che il dogma del peccato originale è un manicheismo cristiano; e che la sentenza cattolica e quella di Manete « c'est absolument « la même chose, du moins quant à l'existense du mal, et à l'em“ pire qu'il exerce sur la terre 3 ; » (che direbbero i valenti teologi, se loro si dimostrasse, come si può fare nel modo più rigoroso, che senza il dogma del peccato originale, il vero Manicheismo è logicamente inevitabile?); che la formola cristiana i de Dieu le Père et de Dieu le Fils... veut dire : La fatalité règne « dans la création, ou pour employer les termes mystiques, dans « le sein de Dieu le Père ; mais le règne de l'intelligence viendra, « et la fatalité sera vaincue *; » che Lutero negò la presenza reale di Cristo nell'eucaristia ?; che, ciò non ostante, « Luther... « entendait les mystères du Christianisme aussi catholiquement a que Bossuet ?; » che il Bossuet sacrifiait sans façon beaucoup de pratiques du catholicisme ai protestanti ; ch' egli fece une æuvre de protestantisme; ch'egli était au fond atteint et pénétré de protestantisme 3 ; che il protestantismo dee essere lodato, perchè liberò il mondo de cette épouvantable tyrannie del culto de' santi, il quale faceva mépriser la terre et toutes les réputations de la terre"; che le Christianisme épuisé n'a pu résoudre i problemi... di chi ? di Pietro Bayle 5; che il concilio di Nicea non seppe l'astronomia, perchè fece discendere Cristo agli inferni e salire al cielo; che gli astronomi moderni hanno il vanto di aver ruiné de fond en comble ce fabuleux édifice 6; che nei primi concilii i vescovi non erano altro, che rappresentanti del popolo, e che la sinodo di Nicea fu une véritable assemblée constituante, une véritable convention ?; che ogni individuo futuro, (quando l'ideale scenderà sulla terra,) sarà verso sè stesso

1 Art. Arianisme, tom. I, p. 811.
? Ibid., p. 820, 821.
3 Art. Athanase, Augustin, tom. II, p. 191, 232.

* Art. Arminianisme, tom. II, p. 61. Legga tutta questa pagina, chi voglia avere un saggio delle inczie, che si possono dire filosofando sui dogmi religiosi, quando non si conosce la materia.

1 Art. Béranger, tom. II, p. 610, 611. * Art. Bossuet, tom. II, p. 824.

s Ibid., p. 822, 823, 824. L'abate Bergier fu ancor più infelice, poichè oltre all' essere aux trois quarts protestant et philosophe, comme on létait de son temps, cioè incredulo, egli difendeva il Cristianesimo e il cattolicismo, senza intenderli. (Art. Bergier, tom. II, p. 615.) Povero abate! Quanto al Bossuet, e nuovi enciclopedisti, copiarono nel giudicarlo Giuseppe di Maistre, che fu il primo a scoprire il protestantismo del più gran lume moderno della Chiesa gallicana. L'arguzia ebbe buona fortuna, e fu ripetuta da molti. Noterò di passata che i filosofi della Enciclopedia nuova, ai quali manca l'inventiva anche nell? errore, debbono molto al Maistre; scrittore paradossastico, e più dilettante di filosofia, di erudizione, che erudito o filosofo, degno di lode in alcune e di biasimo in altre parti delle sue opere, ma che con tutti i suoi errori e difetti, è un gigante a paragone di quella frotta di pigmei di ogni genere, che, da dicci o quindici anni in qua, fanno in pezzi le sue spoglie.

Art. Canonisation, tom. III, p. 219.
3 Art. Bayle, tom. II, p. 519.
6 Art. Ciel, tom. III, p. 604.
* Art. Conciles, tom. III, p. 714.

papa e imperatore, e che ciò è tanto vero, che sembra all'autore di vederlo scritto in alto, sopra colonne di bronzo', ecc. Ma ciò basti, per dar un saggio al lettore dell'Enciclopedia novella. Se questi pochi sorsi gli fanno venir l'acquolina in bocca, egli potrà ricorrere, per abbeverarsi, alle stesse fonti. Quanto a me, confesso che non credo opportuno, (fuori del caso di necessità, ) di correre una lancia con armeggiatori, dotati di una critica cosi nuova e cosi formidabile; onde il mio silenzio sarà almeno escusato. Ma in mancanza di ciò, prima di chiudere questa lunga nota, regalerò ancora a chi legge un piccol brano dei nuovi enciclopedisti, che rappresenta allo spirito una immaginazione molto piacevole. « Voilà trois siècles qui se sont passés, » dice uno degl' illustri compilatori, « sans que le Christianisme ait convoqué un seul « concile; et aujourd'hui un concile orthodoxe de tous les « évêques ou docteurs du Christianisme serait presque aussi « en arrière de l'état de la science et de la foi humaine, qu'un « concile des pontifes de l'Égypte ou des prêtres de Jupiter, s'il « était possible d'en rassembler un o. » Niun cattolico si sdegni di questa sentenza , o faccia osservare, che se bene i pastori cattolici fossero ignorantissimi delle scienze umane, come piace al dotto enciclopedista di supporre, un concilio non sarebbe assurdo nè ridicolo, come quello, che potrebbe solo versare , (per ciò che spetta al dogma ,) sulle costanti e perpetue tradizioni della Chiesa; imperocchè cosi discorrendo , mostrerebbe di non entrare nel senso profondo dei nuovi enciclopedisti. I quali colla loro alchimia dei miti e dei simboli trovano, sotto i dogmi cristiani, i più bei secreti del mondo; e quasi toccando la religione con verga magica, la fanno diventar ciò che vogliono; onde non mi maraviglierebbe, se riuscissero a provare, esempigrazia, che i Padri di Nicea risolsero alcuni problemi di trigonometria, in proposito della Trinità, e che quelli

? Ibid., p. 728. Art. Culte, livrais. 26, p. 160. 2 Art. Conciles, tom. III, p. 727.

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