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TEOLOGIA ESTETICA E SOCIALE

DELLA

DIVINA COMMEDIA

DI

DANTE ALIGHIERI

CONFERENZE

DI

ALFONSO M. JANNUCCI

Canonico Teologo del Duomo di S. Agata de' Goti

6

NAPOLI
CAV. ANTONIO MORANO, EDITORE
Strada S. Sebastiano, 51.

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AL CHIARISSIMO ED EMINENTISSIMO

Cardinal Bibliotecario di S. R. C.

ALFONSO CAPECELATRO

Arcivescovo di Capua

Eminentissimo Principe,

Oso trepidante o come timido intitolare questo volume di conferenze al vostro nome , il quale in chiude uno sconfinato elogio che durerà quanto il moto lontano. Aggraditelo come umile argomento della mia venerazione , della mia osservanza e del mio riverente affetto per Voi.

Forse Vi tornerà più gradilo l omaggio del mio cuore, se non Vi sarà grave udire la storia di cotal volume.

Quante volte nel mio ministero mi fu domandato un libro! la Teologia estetica della Divina Commedia. Ed io pavido : No, risponlevo, non mai. Si ponderoso è cotal tema che, per ripetere una parolu dantesca , l'omero mio sott' esso trema (1). La Divina Commedia era per me come l'albero della divina scienza : ne risentivo intimamente tutta la forza, ne maravigliavo le sterminate bellezze; ma non ardivo spiccarne l' ubertoso frutto.

Non potei resistere all imperiosa preghiera di un valente Prosessore, che aveva il cuore temprato alle bellezze della virtù che non ha macchie e la mente illuminata a' raggi della sapienza che non

muore.

Era l' autunno del 1889 e sul vespro, passeggiando solo soletto, ebbi l'incontro di un gentil signore che iva a diporto e alle radici del Taburno contemplava silente le rovine illustri dell'antica Saticola. Grazioso, piacevole e nel fiore più profumato degli anni, colui,

(1) Paradiso, XXIII, vv. 64.66.

essendo di mia conoscenza, dar il saluto, accostarsi garbatamente e rivolgermi la parola: Che va leggendo lei ?

Il mio piccolo Dante, signor Professore. Che armonica ed inebriante musica nella melodia sempre nuova di questi canti! Neh vero?

In codesto poema, signor Canonico Teologo, in codeste pagine , cosi piene di vita, di fuoco e di arte, tutlo ride, tutto s'illeggiadrisce, tutto sparge prezioso timiama di scienza e profumo immortale di estetica.

Ed io di rimando : A me piacque sempre tesoreggiarne la lucente dottrina e da questo volume, solcalo da misteriose ombre, mi avvenne sempre veder piovere torrenti di luce. Ma quello che più mi va a sangue, è che l’Aleghieri , sognando ta Divina Commedia, la profuma di un celeste aromu, verseggia tutti i dogmi de' popoli cristiani e nell'infinito spande gli armonici suoni dell'epica tromba. Che libro di oro! vi ha gli specchiamenti della luce divina, vi è ar botte rapide ed incisive tutto il pensiero teologico: è come l'azzurra e trasparente marinu che fedele ritrae il luminoso firmamento delle verità cattoliche. Mio dolce amico, perdoni , sa ; lei opina con me che Dante alla scienza mariti la Fede, alla letteratura la Teologia?

Affè le dico, proruppe a tai parole il Professore; questo lucido pensiero non ha visitato la mia mente mai. Nella Divina Commedia vi ho sempre ammiralo qui e colà nuove scintille e nuovi spruzzoli ili luce; omai vi conmiro l'altrriente chiaroscuro della scienza e della Fede.

Non erano passati dieci minuti spesi nel celebrare le bellezze del sacro poema, che il gentil Professore, componendo il volto in aria pensosa, disse : Noi siam profani all'arte teologica; che insigne vantaggio si apporterebbe da lei alla repubblica letteraria , se ponesse note illustrative alla Teologia dantesca delle tre Cantiche !

Fermatevi, caro voi, gli diss' io : l' eseyesi della Divina Commedia cresce a vista d'occhio, epperò tornerebbe frustraneo il mio luvoro... Oltrechė...

Come che siu, ruppe a mezzo la parola, mi voglia cortese appagare questa mia vaghezza. Glielo domanda l'amicizia e segnatamente l' ulilità letterario-Teologica.

A tai parole ancor tentennava il mio spirito più che quello del fiorentin poeta nell' intraprendere l'ulto e silvestro cammino. Ma

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