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Sn. 142,5

1883, May 14,

Prof. C. D. Norton.

AL CHIARISSIMO

SIGNOR PROF. CAVALIERE FRANCESCO SCARA MUZZA

DIRETTORE DELLA R. PINACOTECA DI PARMA

Onorevole Signore ed Amico,

A Voi, che consacraste la miglior parte della vostra vita operosa a meditare sul Sacro Volume di Dante per tradurne in varie guise i sublimi concetti col magistero dell'arte di Giotto e di Michelangelo, nella quale siete salutato Maestro; a Voi, di cui oggi l' Italia tutta convenuta in Firenze per onorare la memoria della più maravigliosa intelligenza dell' evo moderno ammira i preziosi disegni illustrativi della PRIMA CANTICA del DIVINO POEMA, facendo voti Vi sia dato di presto compiere quelli delle altre, io offro queste poche pagine sul Concelto Politico del vostro famigliarissino Dante.

Non vogliate, Vi prego, dalla pochezza dell'opera misurare la estimazione altissima, e l'affetto vivissimo che io nutro per voi bensì accogliere questo mio qualsiasi dono, come tenue segno di quella gratitudine che serberò indelebile nelľanimo mio, per quel molto che io debbo alla benevolenza ed amicizia di cui vi piacete onorarmi.

Gradite intanto la protesta della mia sincera ammirazione, in un con quella de sentimenti di animo grato ed ossequiente del

Pesaro, Maggio 1865.

Vostro Devmo

AUGUSTO.

Sollevare

ollevare un lembo di quella sacra cortina che allo sguardo de' profani asconde l' avvenire , per leggervi un arcana parola e lanciarla in mezzo alle genti di una età, o troppo infante o già decrepita troppo, per raccoglierne il recondito significato, sì che passando per il giro di generazioni e di secoli, vivamente dibattuta, ma fecondata sempre dalla propria potenza vivificatrice, si faccia strada tra le mutabili vicende de' tempi, per tradursi poscia nel sentimento e nella coscienza generale di un popolo, è proprio solo del genio, che quasi scolta avanzata della civiltà progrediente, disvela ai posteri un nuovo vero, che strappato dal seno della natura nelle silenziose lucubrazioni del filosofo, è destinato a diventare seme fecondo di vita e di grandezza. E bene spesso l'ingegno italiano armato di quel vigore di cui lo dotò la Provvidenza, proprio allo speculare, acuto nelle investigazioni, tradusse in atto a beneficio della uma

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